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Thursday, Mar 12, 2026

L'Agenzia Internazionale dell'Energia Annuncia un Rilascio Record di 400 Milioni di Barili per Stabilizzare i Mercati Petroliferi a Seguito delle Disordini nello Stretto di Hormuz

Trentadue nazioni membri concordano sul più grande prelievo d'emergenza della storia mentre i mercati energetici reagiscono agli shock dell'offerta legati al conflitto in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
L'Agenzia Internazionale per l'Energia ha annunciato una decisione senza precedenti di rilasciare quattrocento milioni di barili di petrolio greggio dalle riserve strategiche di emergenza, segnando il più grande prelievo coordinato nella storia dell'organizzazione.

La mossa è stata approvata all'unanimità da tutti e trenta i paesi membri in risposta a gravi perturbazioni nella fornitura globale di petrolio a seguito del conflitto che coinvolge l'Iran e la quasi completa chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime energetiche più critiche al mondo.

L'agenzia ha confermato che il rilascio sarà effettuato secondo programmi nazionali adattati alle circostanze di ciascun paese.

Il Direttore Esecutivo Fatih Birol ha dichiarato che l'intervento coordinato riflette una forte solidarietà tra gli Stati membri ed è destinato a calmare i mercati globali dopo un impennata dei prezzi del petrolio.

La misura straordinaria è stata concordata dopo che i prezzi del greggio hanno superato i cento dollari al barile in mezzo a timori che prolungate interruzioni nei flussi energetici del Medio Oriente possano destabilizzare l'economia globale.

Lo Stretto di Hormuz, che collega il Golfo Persico ai mercati internazionali, trasporta normalmente quasi un quinto della fornitura giornaliera di petrolio mondiale.

Da quando sono scoppiate le ostilità, le minacce alla navigazione commerciale e al traffico di petroliere hanno portato a una drammatica riduzione dei movimenti attraverso la via navigabile.

Questa interruzione ha rimosso significativi volumi di petrolio e gas naturale liquefatto dai mercati globali, intensificando la pressione sui prezzi e sollevando preoccupazioni riguardo a un rinnovato aumento dell'inflazione e alla volatilità nei mercati finanziari.

Birol ha sottolineato che, mentre il rilascio di emergenza mira a mitigare il colpo immediato ai mercati energetici, il ripristino della navigazione normale attraverso lo Stretto di Hormuz rimane il fattore più importante per stabilizzare l'offerta.

Senza la riapertura della rotta, ha avvertito, i flussi energetici globali continueranno a subire notevole pressione.

L'ampiezza dell'intervento supera tutte le precedenti rilasci coordinati dall'agenzia.

La prima azione di maggior entità si è verificata nel duemilaventidue, quando i paesi membri hanno rilasciato centottantaduemilioni di barili in risposta allo shock energetico causato dalla guerra in Ucraina.

Quella decisione inizialmente ha fatto aumentare i prezzi, poiché i trader hanno interpretato la mossa come segno di una crisi più profonda, sebbene in seguito abbia contribuito a stabilizzare il mercato.

Le riserve di emergenza furono istituite per la prima volta nel millenovecentosettantaquattro a seguito dell'embargo petrolifero arabo, che mise in luce la vulnerabilità delle economie occidentali a interruzioni nell'offerta.

Oggi, gli Stati membri detengono collettivamente circa un miliardo e duecento milioni di barili di scorte strategiche controllate dallo stato, insieme a ulteriori seicentomilioni di barili mantenuti dall'industria sotto obblighi governativi.

L'ultima decisione è emersa dopo consultazioni urgenti tra i ministri delle finanze e i funzionari dell'energia del Gruppo dei Sette.

Gli economisti avevano avvertito che la rapida escalation dei prezzi del petrolio, aumentati di circa il quaranta percento dall'inizio delle operazioni militari contro l'Iran, potrebbe innescare una nuova ondata di inflazione e inviare i mercati azionari globali in forte calo se lasciata senza controllo.

Sebbene il rilascio coordinato delle riserve si preveda possa immettere volumi significativi nel mercato, gli analisti avvertono che la misura potrebbe fornire solo un sollievo temporaneo se l'interruzione nel Golfo Persico persiste.

I mercati energetici rimangono altamente sensibili agli sviluppi intorno allo Stretto di Hormuz, la cui riapertura è ampiamente considerata il passo chiave per ripristinare la stabilità nella fornitura globale di petrolio.
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