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Sunday, Apr 06, 2025

Proteste globali scoppiano contro i dazi di Trump in mezzo a turbolenze amministrative

Proteste globali scoppiano contro i dazi di Trump in mezzo a turbolenze amministrative

Le proteste contro i dazi imposti dal presidente Trump si stanno verificando in diverse città a livello globale e negli Stati Uniti mentre il dissenso cresce da parte di vari leader politici.
Le proteste sono esplose da Washington a Berlino per i dazi imposti dal presidente Donald Trump, segnalando un crescente malcontento in mezzo a notizie di dissidi all'interno della sua amministrazione.

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, sta considerando le dimissioni dopo il presunto fallimento nel far prendere sul serio i suoi consigli da parte del Presidente.

In mezzo a questi sviluppi, il CEO di Tesla, Elon Musk, ha espresso speranza per un futuro senza dazi tra Stati Uniti e Europa.

L'impatto dei dazi globali recentemente annunciati da Trump, che sono aumentati al 10% e sono destinati a salire ulteriormente per alcuni partner commerciali, inclusi un significativo 20% per l'Europa a partire dal 9 aprile, ha scosso i mercati finanziari globali, simile alle conseguenze degli attacchi dell'11 settembre.

Al Forum Ambrosetti sul Lago di Como, il Ministro dell'Economia italiano Giancarlo Giorgetti ha sollecitato un approccio pragmatico e ha messo in guardia contro l'incitare al panico, sottolineando i potenziali danni da dazi di ritorsione.

Il Vice Primo Ministro italiano Matteo Salvini ha chiesto negoziati con l'America, mentre il leader dell'opposizione Stefano Bonaccini ha affermato che l'Italia non dovrebbe fare affidamento solo sull'amicizia con gli Stati Uniti per un sollievo economico.

I punti salienti delle proteste includono:
- Centinaia di persone si sono radunate nelle principali città europee, tra cui Londra, Parigi e Berlino, concentrandosi principalmente sulle politiche di Trump e trasmettendo messaggi ai cittadini statunitensi per protestare a casa.

- Oltre 1.200 manifestazioni anti-Trump sono organizzate in tutti i 50 stati americani, promuovendo i diritti civili e le organizzazioni sindacali.

- Il Primo Ministro francese François Bayrou ha indicato che i dazi di Trump potrebbero costare alla Francia oltre lo 0,5% del suo PIL e ha avvertito di una sostanziale perdita di posti di lavoro e di una frenata economica.

- Il Primo Ministro britannico Keir Starmer e il Presidente francese Emmanuel Macron hanno concordato che una guerra commerciale sarebbe dannosa per tutte le parti coinvolte, rafforzando la necessità di tenere le imprese informate riguardo alla situazione in corso.

Allo stesso tempo, sono state espresse preoccupazioni all'interno del Congresso, in particolare dal senatore repubblicano Ted Cruz, che ha avvertito delle conseguenze disastrose per il suo partito alle prossime elezioni di metà mandato se i dazi dovessero portare a una recessione economica.

Al contrario, la Casa Bianca ha confermato un incontro tra il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e Trump per discutere di questi dazi, tra le altre questioni geopolitiche.

Le reazioni globali continuano, con la Cina che afferma il suo impegno a salvaguardare i propri interessi contro i dazi statunitensi e annuncia misure di ritorsione.

Nel frattempo, vari leader europei, tra cui Luca Zaia, Governatore del Veneto, hanno sottolineato la necessità di una risposta unificata europea per contrastare gli impatti dei dazi imposti.

Man mano che si sviluppano questi eventi, le preoccupazioni per la potenziale escalation delle tensioni commerciali gravano sul panorama economico globale.
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