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Sunday, Apr 06, 2025

Aumentano le preoccupazioni per la violenza di genere in Italia a causa dei recenti casi di femminicidio.

Aumentano le preoccupazioni per la violenza di genere in Italia a causa dei recenti casi di femminicidio.

Lo psichiatra Paolo Crepet discute delle questioni sociali legate alla violenza maschile e dei recenti femminicidi che hanno scioccato la nazione.
I recenti femminicidi di Ilaria Sula e Sara Campanella hanno suscitato indignazione nazionale in Italia, sollevando domande inquietanti sulle attitudini sociali verso la violenza di genere.

Lo psichiatra Paolo Crepet ha sottolineato i fattori psicologici e culturali che contribuiscono a tali tragedie, caratterizzando i perpetratori maschili come individui che spesso lottano con i propri limiti.

Egli afferma: "È un modello ricorrente: l'impotenza degli uomini che non sono in grado di confrontarsi con i propri limiti, risultando nell'omicidio di una donna—spesso una donna che ripone in loro la sua fiducia.

È diventato un fatto che quasi tutte le vittime di questa impotenza sono donne."

Crepet evidenzia il concetto di "invisibilità" riguardo ai perpetratori, suggerendo che molti non mostrano segni evidenti di violenza prima di commettere tali atti.

Egli contrasta le vittime, che spesso perseguono aspirazioni come l'istruzione superiore e carriere soddisfacenti, con gli uomini che mancano di ambizioni simili, definendoli mediocri.

"Un giovane senza un sogno forte, fluttuando nella sua inconcludenza, spesso non manifesta segni visibili di pericolo ma rimane una preoccupazione significativa," osserva.

Quando gli viene chiesto se il focus sociale dovrebbe concentrarsi esclusivamente su chi mostra segni di violenza, Crepet ribadisce l'importanza di fare attenzione a coloro che sembrano privi di slancio e di direzione.

"Coloro che non coltivano aspirazioni spesso nascondono un terribile vuoto.

Attualmente stiamo nutrendo questo vuoto e, allarmante, celebrandolo in alcuni casi."

Ricordando i tragici omicidi di Novi Ligure di 25 anni fa—dove i perpetratori sembravano anche persone giovani normali—Crepet lamenta il fallimento della società nell'ascoltare adeguatamente i giovani.

Egli descrive le sfide che le famiglie affrontano nell'affrontare queste questioni serie, affermando che l'istruzione da sola non può smantellare norme patriarcali profondamente radicate.

Egli cita l'inadeguatezza di poche ore di educazione affettiva nelle scuole come mezzo per contrastare un problema culturale millenario.

Crepet evidenzia la difficoltà di impegnarsi in conversazioni significative con i bambini, sottolineando la necessità per i genitori di porre semplici ma profonde domande sul loro benessere.

"Se non possiamo nemmeno chiedere ai nostri figli, 'Come stai?' di cosa stiamo realmente discutendo?" argomenta.

Inoltre, egli respinge l'idea di una crescente divisione generazionale nella comunicazione, sostenendo che le discussioni sono sempre variegate tra le età.

Egli sottolinea la responsabilità di insegnare alle nuove generazioni il valore dello sforzo nel lavoro e nelle relazioni, avvertendo che senza questa comprensione, potrebbero faticare ad apprezzare le connessioni con gli altri.

In considerazione delle sfide che affrontano le relazioni familiari, Crepet solleva una questione critica riguardo al tempo che le famiglie trascorrono insieme.

Egli suggerisce che le brevi e distratte interazioni spesso vissute durante i pasti indicano un problema più ampio di disconnessione, affermando che la mancanza di ascolto profondo alimenta una forma di morte silenziosa nelle relazioni.

Crepet esprime che questi atti violenti si estendono oltre le loro vittime immediate, influenzando la società più ampia.

"Questi omicidi non impattano solo le famiglie delle vittime; riguardano tutti noi.

È un problema culturale che dobbiamo affrontare collettivamente."

Egli riconosce che le circostanze intorno al recente femminicidio di Ilaria Sula, uccisa in compagnia dei genitori del suo presunto aggressore, sollevano complesse sfide legali ed etiche.

Tuttavia, si astiene dal fare giudizi, affermando: "Credo che le autorità chiariranno i dettagli, e non è mio compito commentare su questa questione.

Ci sono ancora molti aspetti poco chiari."

Il dialogo continuo intorno a queste questioni serie mette in evidenza l'urgenza di una riflessione culturale e di un cambiamento sistematico nell'affrontare la violenza di genere in Italia.
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