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Saturday, Apr 05, 2025

La Libia espelle l'UNHCR, MSF e dieci altre ONG per motivi di sicurezza nazionale.

La Libia espelle l'UNHCR, MSF e dieci altre ONG per motivi di sicurezza nazionale.

Le autorità libiche citano "attività ostili" da parte delle ONG come motivo per la loro espulsione in mezzo a crescenti tensioni riguardo la migrazione.
Il governo libico ha ordinato l'espulsione immediata del Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), di Medici Senza Frontiere (MSF) e di dieci ulteriori organizzazioni non governative (ONG), dichiarandole una minaccia per la sicurezza nazionale.

La decisione è stata comunicata alle organizzazioni interessate, che sono state istruite a cessare le operazioni, chiudere gli uffici e lasciare il paese.

Il Ministero degli Affari Esteri della Libia ha dichiarato che le ONG erano coinvolte in attività percepite come ostili e mirate a facilitare l'ingresso e il soggiorno di migranti nel territorio libico.

Questo sviluppo fa parte di sforzi più ampi delle autorità libiche per controllare e gestire i flussi migratori in un paese che è stato un punto di transito chiave per i migranti che cercavano di raggiungere l'Europa.

L'espulsione ha sollevato preoccupazioni riguardo alla situazione umanitaria in Libia, dove numerosi migranti affrontano condizioni disastrose nei centri di detenzione e sono spesso soggetti ad abusi.

Le organizzazioni colpite hanno svolto ruoli cruciali nel fornire aiuti medici, assistenza legale e altro supporto a popolazioni vulnerabili nella regione.

Questa azione segue una serie di repressioni delle attività delle ONG in vari paesi, spesso giustificate per motivi di sicurezza in mezzo a sentimenti anti-immigrati crescenti in molte parti del mondo.

L'espulsione di queste organizzazioni riflette le tensioni in corso sulle politiche migratorie, i diritti umani e il ruolo delle organizzazioni internazionali nelle zone di conflitto.

Negli ultimi anni, la Libia ha affrontato sfide significative relative alla governance, alla sicurezza e alla migrazione, complicando ulteriormente le dinamiche già intricate degli sforzi umanitari nella regione.

La comunità umanitaria ha espresso allerta per le implicazioni dell'espulsione per il futuro dell'aiuto e dell'assistenza in Libia.
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