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Saturday, Apr 05, 2025

Mercati globali volatili in seguito agli annunci dei dazi negli Stati Uniti

Mercati globali volatili in seguito agli annunci dei dazi negli Stati Uniti

I mercati finanziari subiscono brusche flessioni mentre il presidente Trump impone nuove tariffe, suscitando preoccupazioni sul panorama economico.
2 aprile 2025 - I mercati finanziari di tutto il mondo stanno risentendo dell'impatto di tariffe sostanziali annunciate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, portando a cali diffusi tra i principali indici.

Wall Street ha subito un significativo ribasso, con il Dow Jones Industrial Average che ha chiuso in ribasso del 3,98% a 40.544,64 punti.

Il Nasdaq Composite è sceso del 5,97% a 16.550,61 punti dopo essere sceso brevemente di oltre il 6%, mentre l'indice S&P 500 è sceso del 4,84% a 5.396,60 punti.

I prezzi del petrolio sono anche crollati in risposta, con il greggio West Texas Intermediate (WTI) che è sceso di oltre il 6%, raggiungendo i 67 dollari al barile, e il greggio Brent che è sceso a 70 dollari al barile.

Questo calo segue annunci di otto paesi OPEC che indicano piani per aumentare la produzione di petrolio di 411.000 barili al giorno a maggio, superando le precedenti aspettative di 135.000 barili al giorno.

L'OPEC ha citato solidi fondamentali di mercato ma ha indicato che ulteriori aumenti della produzione potrebbero essere sospesi se necessario.

L'ultimo piano tariffario di Trump include dazi su vari import, in particolare microprocessori e prodotti farmaceutici.

Durante un volo a bordo di Air Force One, ha espresso disponibilità a negoziare le tariffe se altri paesi "offrono qualcosa di fenomenale". In particolare, ha anche confermato che Elon Musk si allontanerà presto dai ruoli governativi per concentrarsi esclusivamente sulle sue aziende.

In Italia, il governo punta a negoziare un quadro con gli Stati Uniti in un contesto europeo, cercando di evitare tariffe ritorsive mentre esorta Bruxelles a riconsiderare la sua posizione sugli accordi commerciali e rivedere il Patto di Stabilità.

Il Primo Ministro Giorgia Meloni ha descritto le tariffe come "una scelta sbagliata" ma ha sminuito le narrazioni catastrofiche, affermando che il mercato statunitense rappresenta solo il 10% delle esportazioni italiane.

Sviluppi chiave includono:
- La Borsa di Tokyo è crollata di oltre il 3,5%, riflettendo il sentimento regionale negativo.

- La borsa di Mosca ha aperto in rialzo, in aumento del 2,04%, poiché la Russia è stata esclusa dalle nuove tariffe a causa delle sanzioni esistenti legate al conflitto in Ucraina.

- Il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che queste tariffe presentano un rischio significativo per la stabilità economica globale, chiedendo un dialogo costruttivo per ridurre le tensioni.

Il vice presidente JD Vance ha commentato le reazioni del mercato, suggerendo che, nonostante "una brutta giornata nel mercato azionario", le prospettive a lungo termine rimangono ottimistiche, citando la convinzione di Trump in un imminente boom economico guidato dal reinvestimento nella manifattura americana.

Sull'onda di questi sviluppi, vari settori, in particolare l'agricoltura italiana, si stanno preparando per le potenziali conseguenze finanziarie dalle tariffe statunitensi.

Le stime indicano che l'attuazione delle tariffe potrebbe aumentare notevolmente i prezzi per i consumatori, con potenziali impatti sulle aziende italiane che esportano vino, cibo e automobili.

L'industria agricola e alimentare potrebbe affrontare fino a 4,2 miliardi di euro in costi aggiuntivi, influenzando significativamente la spesa delle famiglie.

Inoltre, il Primo Ministro giapponese Shigeru Ishiba ha caratterizzato le tariffe statunitensi come una "crisi nazionale" durante i dibattiti parlamentari, mentre il suo governo valuta possibili misure di contenimento.

Ishiba ha sottolineato l'importanza storica degli investimenti del Giappone nell'economia statunitense e la necessità di salvaguardare i principi del libero commercio.

Le nuove tariffe sono fissate al 20% sui beni provenienti dall'Unione Europea e al 25% sulle auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti, con tassi specifici che variano per paesi come Vietnam e Thailandia.

Si prevede che le tariffe entrino in vigore a fasi tra il 5 e il 9 aprile, suscitando reazioni miste dai partner commerciali globali.

In generale, i mercati finanziari continuano a rispondere in modo netto a questi sviluppi, mentre l'incertezza aumenta intorno alle relazioni commerciali e alle loro implicazioni per la crescita economica globale.
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