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Saturday, Apr 05, 2025

Massicce proteste esplodono in Italia contro il controverso decreto sulla sicurezza.

Massicce proteste esplodono in Italia contro il controverso decreto sulla sicurezza.

I partiti di opposizione e la società civile si mobilitano contro le misure legislative urgenti del governo percepite come una minaccia per le libertà civili.
Il 4 aprile 2024, sono previste proteste significative a Roma mentre gruppi della società civile e opposizione politica si mobilitano contro la decisione del governo italiano di trasformare una contestata legge sulla sicurezza in un decreto urgente.

La RETE NO DDL SICUREZZA, una coalizione di 200 associazioni, insieme al sindacato CGIL e a vari partiti politici, prevede un raduno alle 17:30 al Pantheon per esprimere il proprio dissenso.

Gli organizzatori della protesta hanno condannato le azioni del governo, indicando che l'amministrazione di destra sta eseguendo un colpo di stato burocratico bypassando il dibattito parlamentare.

Sostengono che l'uso di decreti d'emergenza sulle libertà civili e il dissenso richiede una significativa mobilitazione pubblica.

I partecipanti sono invitati a unirsi a quello che viene definito un incontro pubblico auto-organizzato, ribadendo il loro impegno a resistere agli attacchi percepiti come autoritari alla democrazia.

La CGIL ha espresso forti obiezioni alla mossa del governo, denunciandola come una grave violazione dei processi democratici che mina le discussioni legislative precedenti.

Caratterizzano il decreto come un preoccupante precedente che riflette una deriva autoritaria all'interno dell'attuale coalizione di governo.

Funzionari della CGIL sottolineano che il decreto manca di basi legittime e minaccia diritti fondamentali, esortando il pubblico a difendere attivamente la democrazia.

I principali componenti del proposto Ddl Sicurezza sono stati criticati per la possibilità di soffocare la libertà di espressione, penalizzare il dissenso e ridurre la capacità degli individui di esprimere le proprie preoccupazioni.

Si afferma anche che il progetto introduce meccanismi di sorveglianza inquietanti, reminiscenze di pratiche autoritarie del passato, che gli oppositori sostengono rappresenterebbero una significativa violazione degli standard democratici.

Il cartello dei partiti di opposizione—composto dal Partito Democratico (PD), dal Movimento Cinque Stelle (M5S) e dall'Alleanza della Sinistra (AVS)—rispecchia preoccupazioni simili, sostenendo che le misure di sicurezza del governo servono principalmente a indebolire diritti fondamentali.

Sottolineano la concentrazione di potere nelle autorità centrali senza un'adeguata supervisione, insieme a preoccupanti restrizioni sul diritto di protesta e sulle libertà accademiche, segnando un allontanamento dalle norme democratiche consolidate.

I funzionari dell'AVS hanno affermato che gestire il diritto penale tramite decreto costituisce un significativo passo indietro per la democrazia.

In particolare, Peppe De Cristofaro, una figura di spicco all'interno dell'AVS, sottolinea le precarie implicazioni di tali decisioni governative.

I rappresentanti del Movimento Cinque Stelle hanno anche affermato la loro opposizione, definendo le misure di sicurezza errate e dannose per il dissenso.

Hanno promesso di navigare nel panorama politico per fermare quello che considerano un percorso disastroso per quanto riguarda le libertà civili.
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