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Friday, Apr 04, 2025

I leader della CGIL affrontano il conflitto in Ucraina e i prossimi referendum in mezzo a divisioni politiche.

I leader della CGIL affrontano il conflitto in Ucraina e i prossimi referendum in mezzo a divisioni politiche.

Maurizio Landini della CGIL delinea la posizione del sindacato sulla militarizzazione e sui diritti dei lavoratori mentre discute delle sfide politiche attuali.
Maurizio Landini, il Segretario Generale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), ha ribadito pubblicamente la posizione del suo sindacato sul conflitto in Ucraina, enfatizzando una preferenza per la pace e mettendo in guardia contro l'aumento della militarizzazione.

Ha dichiarato che la CGIL non parteciperà a manifestazioni associate al Movimento Cinque Stelle (M5S) ma rispetta tutte le iniziative di pace.

Il sindacato ha recentemente tenuto un'assemblea aperta incentrata sulla pace che ha visto la partecipazione di varie associazioni civiche, ma ha escluso un coinvolgimento diretto dei partiti politici.

Durante l'assemblea, Landini ha sottolineato la partecipazione di comuni come Roma e Bologna, insieme al Sindaco di Perugia.

Ha enfatizzato l'importanza di collaborare sia con associazioni cattoliche che laiche per sostenere un immediato cessate il fuoco e opporsi all'escalation della produzione di armi a favore della costruzione di un 'Europa fondata sul lavoro e sulla pace'.

La CGIL mira a coinvolgere il pubblico nei prossimi referendum programmati per l'8 e il 9 giugno che affronteranno questioni come la sicurezza del lavoro, la disoccupazione e i diritti di cittadinanza per i lavoratori a lungo termine.

Sullo scenario politico, Landini ha notato una divisione all'interno dei partiti riguardo le politiche sulle armi.

In particolare, ha riconosciuto sia il M5S che la Lega come contrari alla militarizzazione, mentre il Partito Democratico (PD) sembra diviso sulla questione.

Ha criticato l'attuale governo per il suo approccio disorganizzato e ha osservato che le discussioni sulle politiche di sicurezza europee dovrebbero concentrarsi su diritti e welfare sociale.

Quando è stato interrogato sulla partecipazione alle proteste guidate dal M5S contro la militarizzazione, Landini ha confermato che la CGIL non parteciperà ufficialmente a eventi sponsorizzati da alcun partito, ma ha riconosciuto che i membri singoli potrebbero scegliere di partecipare.

Ha liquidato la proposta di riconvertire l'industria automobilistica verso la produzione di difesa, etichettandola come un approccio dannoso che potrebbe portare a un 'economia di guerra'.

Ha sottolineato che l'investimento dovrebbe concentrarsi sulla creazione di posti di lavoro e sul rispetto dei diritti dei lavoratori, in particolare mentre l'Europa affronta sfide nel mantenere la propria posizione nell'innovazione tecnologica.

Landini ha affermato la necessità di una 'disputa nazionale' riguardo ai salari, esprimendo la necessità per il governo e i datori di lavoro di rinnovare i contratti in vari settori per garantire reali aumenti salariali.

Affrontando il tema della povertà lavorativa, ha evidenziato la necessità di una ridistribuzione del reddito e di riforme complete nelle protezioni dei lavoratori.

Riguardo al ruolo della CGIL e alla responsabilità dei sindacati, Landini ha riconosciuto contratti passati firmati dalla CGIL che sono stati criticati per aver fissato livelli salariali inaccettabilmente bassi.

Ha chiesto l'istituzione di un salario orario minimo, leggi di rappresentanza più forti contro contratti sfruttatori e limitazioni sulle pratiche di subappalto che incoraggiano offerte basse.

Landini è rimasto ottimista sulla possibilità di raggiungere il quorum necessario per i referendum, nonostante riconoscesse le sfide poste dall'affluenza degli elettori.

Ha affermato che questo referendum è cruciale per dare ai cittadini la possibilità di influenzare direttamente i loro diritti e le loro protezioni.

Se avrà successo, ha indicato che seguiranno significative modifiche legislative, in particolare il ripristino dell'Articolo 18 che protegge i lavoratori dai licenziamenti ingiusti.

La CGIL prevede di lanciare una campagna legata ai referendum in aprile, con eventi programmati in più città, includendo la partecipazione internazionale dei cittadini italiani all'estero.

Landini ha espresso aspettative affinché i partiti politici supportino attivamente la mobilitazione pubblica per il voto, criticando qualsiasi suggerimento che scoraggiare la partecipazione degli elettori come dannoso per la democrazia.
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