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Friday, Apr 04, 2025

I miliardari lasciano Londra per Milano a causa dei cambiamenti nelle regolamentazioni fiscali.

I miliardari lasciano Londra per Milano a causa dei cambiamenti nelle regolamentazioni fiscali.

Notevoli cambiamenti nella residenza tra persone benestanti alimentati da nuove politiche fiscali nel Regno Unito e opzioni attraenti in Italia.
La tendenza dei miliardari che lasciano Londra ha guadagnato slancio mentre figure di alto profilo cercano regimi fiscali più favorevoli a causa dei cambiamenti nella politica del Regno Unito.

Lakshmi Mittal, il magnate dell'acciaio indiano, sta considerando di trasferirsi dal Regno Unito a seguito della decisione del governo laburista di abolire il regime fiscale dei non residenti, che ha consentito a molti cittadini stranieri benestanti residenti nel Regno Unito di evitare di pagare le tasse nel Regno Unito sul loro reddito estero.

Mittal, che vive nel Regno Unito da trent'anni ed è stato classificato lo scorso anno come avente la settima fortuna più grande in Gran Bretagna, stimata in 14,9 miliardi di sterline (circa 17,5 miliardi di euro), ha comunicato al suo circolo che è probabile che parta per una giurisdizione con regolamenti fiscali meno rigidi.

Le sue potenziali mete di trasferimento includono Dubai, Svizzera o Italia.

Mittal, che controlla il 40% di ArcelorMittal, il secondo produttore di acciaio più grande al mondo, ed è stato coinvolto nel caso problematico dell'Ilva in Italia, possiede numerose proprietà in tutto il mondo, tra cui un chalet a St. Moritz, in Svizzera, e diverse residenze in Europa, negli Stati Uniti e in Asia.

La sua residenza londinese, situata nei Kensington Palace Gardens, è stata acquistata nel 2004 per 67 milioni di sterline ed è stata un tempo la casa più costosa al mondo, equivalente oggi a circa 121,5 milioni di sterline tenendo conto dei tassi di cambio attuali e dell'inflazione.

La riforma del regime fiscale dei non residenti da parte del governo laburista, esistente da oltre due secoli, è stata confermata nella legislazione finanziaria introdotta dalla Cancelliere Rachel Reeves lo scorso ottobre.

Questo cambiamento di politica ha incoraggiato varie persone facoltose a esplorare località alternative con offerte fiscali più favorevoli.

Inoltre, il governo ha posto fine all'uso di fiduciari offshore per evitare l'imposta sulle successioni del 40%, spingendo ulteriormente i residenti benestanti a rivalutare la loro residenza fiscale.

L'Italia, in particolare Milano, è diventata una meta attraente per questi expatriati facoltosi grazie a un regime fiscale forfettario introdotto nel 2017. Secondo quanto riportato, circa la metà delle 4.500 persone che beneficiano di questo regime fiscale forfettario ha scelto Milano come residenza principale.

Questo sistema impone una tassa annuale fissa di 100.000 euro sul reddito estero, che raddopierà a 200.000 euro nel 2024. Nonostante questo aumento, l'Italia continua a attrarre un numero crescente di individui ad alta patrimonio.

L'afflusso di nuovi affluenti sta iniziando ad avere un impatto significativo sul mercato immobiliare locale, facendo lievitare i prezzi delle proprietà di lusso e mettendo pressione anche sul mercato più ampio, suscitando critiche da parte dei residenti locali.

Bernard Arnault, il fondatore, presidente e CEO di LVMH di 76 anni e il quarto uomo più ricco al mondo con un patrimonio netto stimato di 176,7 miliardi di dollari, sta anche considerando Milano come una potenziale nuova residenza.

Nel dicembre 2022, Arnault ha acquisito la storica Casa degli Atellani in Corso Magenta, un edificio rinascimentale noto per ospitare il vigneto di Leonardo da Vinci, donato da Ludovico il Moro nel 1498. Le notizie suggeriscono che inizialmente ha esplorato la possibilità di convertire la Casa degli Atellani in un esercizio alberghiero, ma ora tende a farne la sua residenza principale, una decisione potenzialmente influenzata dai benefici fiscali dell'Italia per i nuovi residenti.

Nel gennaio 2023, Arnault ha palesemente respinto le speculazioni riguardo al trasferimento della sede di LVMH, indicando che, sebbene le misure fiscali proposte in Francia potessero indurre a trasferimenti, non c'erano piani per spostare la compagnia.

Tuttavia, ciò non lo esclude dall'alterare la sua residenza personale e la sua posizione fiscale.
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