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Friday, Apr 04, 2025

IBC Riporta una Debole Crescita dei Consumatori e Chiede Supporto Istituzionale

L'associazione evidenzia le sfide che affrontano le industrie italiane a causa della diminuzione del potere d'acquisto e dell'aumento dei costi operativi.
L'Associazione dei Produttori di Beni di Consumo Italiani (IBC) ha espresso preoccupazioni riguardo alla debole crescita del consumo nazionale prevista per il 2025, insieme a un simultaneo calo del potere d'acquisto.

In particolare, le previsioni indicano un modesto incremento dello 0,8% della spesa dei consumatori, un miglioramento rispetto all'incremento dello 0,4% dell'anno precedente, mentre si prevede che il potere d'acquisto crescerà solo dello 0,8%, un significativo calo rispetto al 2% nel 2024.

Queste informazioni sono state discusse durante l'Assemblea dell'IBC, che rappresenta un settore composto da oltre 35.000 aziende, principalmente piccole e medie imprese, con un fatturato annuale di circa 500 miliardi di euro, di cui 230 miliardi provengono dal settore della grande distribuzione, che comprende beni di consumo quotidiani.

Il settore impiega circa 1,1 milioni di persone, di cui il 29% è coinvolto nella produzione.

È cruciale per il futuro dell'industria italiana, in quanto investe circa 17 miliardi di euro all'anno in ricerca e innovazione.

Secondo uno studio condotto da REF Ricerche per l'IBC, le famiglie stanno adottando un approccio molto cauto e orientandosi verso il risparmio, che attualmente rappresenta il 9,5% del reddito domestico.

Questa tendenza contrasta con un rebound previsto nella domanda interna.

La ricerca di YouGov supporta queste conclusioni, indicando che i consumatori italiani si affidano sempre più a promozioni e canali di sconto, oltre a effettuare spese più frequenti ma più piccole.

Flavio Ferretti, Presidente dell'IBC, ha dichiarato: "In un panorama geopolitico ed economico caratterizzato dall'incertezza, le nostre aziende stanno affrontando sfide significative nell'elaborazione di piani aziendali e investimenti.

Stiamo vivendo costi energetici elevati, volatilità dei prezzi delle materie prime e difficoltà di approvvigionamento, aggravate da problemi di accesso al credito e da un alto carico fiscale che compromette la nostra competitività.

Per quanto riguarda i dazi, esortiamo le istituzioni europee e nazionali a intervenire per prevenire un'escalation generalizzata."

Per affrontare queste sfide, Ferretti ha sottolineato la necessità di interventi istituzionali mirati a stimolare la domanda interna e a sostenere il settore imprenditoriale.

Ha suggerito che si debba lavorare verso la semplificazione normativa e l'alleggerimento fiscale per le imprese.

Ha anche inquadrato l'opposizione alle tasse su zucchero e plastica nel contesto di promuovere una transizione sostenibile che non ostacoli la competitività.
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