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Friday, Apr 04, 2025

Verdetto nel processo Askatasuna: il tribunale assolve l'accusa contro l'associazione e emette più sentenze.

In una sentenza significativa, il tribunale di Torino ha assolto 16 membri del centro sociale Askatasuna dalle accuse relative all'associazione a delinquere, condannando invece 18 altri per reati individuali.
Nel pomeriggio della sentenza nel processo Askatasuna a Torino, sono emersi sviluppi sostanziali riguardo ai 28 imputati coinvolti.

Il tribunale ha archiviato le accuse di associazione a delinquere contro 16 imputati, dichiarando che le accuse erano infondate.

Nel frattempo, 18 individui hanno ricevuto pene relative a incidenti specifici, con pene che variano da 5 mesi a 4 anni e 9 mesi.

Giorgio Rossetto, un leader di spicco del centro sociale Askatasuna, è stato condannato a 3 anni e 4 mesi, mentre Umberto Raviola ha ricevuto la pena più severa di 4 anni e 9 mesi.

Sono stati registrati anche assoluzioni per noti attivisti come Dana Lauriola, portavoce storica di Askatasuna, e Guido Marco Bori, accusato di essere uno degli istigatori della presunta associazione a delinquere.

L'aula del tribunale è esplosa in applausi da parte dei sostenitori degli imputati al momento dell'assoluzione dalle accuse di associazione, interrompendo la lettura della sentenza.

La procura aveva chiesto un totale di 88 anni di incarcerazione tra i vari casi.

Il tribunale ha rigettato la richiesta di danni per un importo di 6,8 milioni di euro da parte dell'Avvocatura dello Stato italiano.

L'unico risarcimento monetario assegnato è stato di 500 euro a TELT, la società che gestisce il collegamento ferroviario ad alta velocità Lione-Torino, oltre a circa 7.000 euro in spese legali per altri enti statali.

Roberto Lamacchia, avvocato di diversi imputati, ha criticato la teoria dell'accusa riguardo l'associazione a delinquere come infondata, affermando che i giudici hanno condotto una revisione meticolosa dei crimini coinvolti con pene adeguatamente miti.

Ha descritto il processo come eccessivamente prolungato e costoso.

La sicurezza è stata rafforzata attorno al Palazzo di Giustizia a causa delle proteste annunciate da gruppi anarchici e attivisti No Tav fuori dal tribunale.

Diversi attivisti si erano riuniti, esponendo striscioni e bloccando il traffico, manifestando la loro opposizione alle azioni della procura.

L'udienza è iniziata alle 11 del mattino, affollata di giovani attivisti.

In precedenza, i sostenitori pro-Askatasuna avevano intonato canti di resistenza tradizionali dopo le udienze.

Gli attivisti hanno protestato contro una circolare del procuratore che vietava l'ingresso a determinate persone identificate come sottoposte a misure di prevenzione, imponendo requisiti di identificazione per tutti coloro che entravano in aula.

La circolare ha inoltre vietato l'introduzione di caschi, megafoni, maschere e qualsiasi altro oggetto che potesse disturbare le procedure giudiziarie.

Dana Lauriola ha criticato queste misure come allarmistiche, scherzando su come nascondere un megafono.

Le reazioni alla sentenza sono variegate attraverso lo spettro politico.

Paolo Ferrero, segretario del partito della Rifondazione Comunista locale, ha accolto con favore il rifiuto del tribunale delle asserzioni dell'accusa riguardo le lotte sociali equiparate alla criminalità organizzata, affermando che i movimenti Askatasuna e No Tav rappresentano una legittima difesa delle comunità locali.

Ilaria Cucchi, senatrice di Sinistra, ha ribadito che il giudice ha concluso che né Askatasuna né il movimento No Tav costituivano un'associazione a delinquere o un gruppo terroristico, sottolineando la necessità di una riflessione istituzionale su come il dissenso sia stato criminalizzato.

Marco Grimaldi, Alice Ravinale e Sara Diena del partito di Sinistra hanno evidenziato che l'assoluzione dall'accusa di associazione a delinquere prova la loro visione di lungo periodo che le accuse erano infondate, notando che le attività sociali di Askatasuna erano rivolte al sostegno della comunità.

Hanno osservato che la responsabilità penale ricade sugli individui e non su entità organizzate, denunciando i tentativi della procura di ritrarre Askatasuna come un collettivo criminale.

Hanno sottolineato la prosecuzione di Askatasuna come un bene per la comunità.

Al contrario, Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in Piemonte, ha espresso la speranza che la sentenza non fosse usata come scusa per attività illegali continuate da parte dei membri di Askatasuna.

Paolo Zangrillo, ministro per la pubblica amministrazione, ha mantenuto la sua posizione contro il movimento, insistendo che qualsiasi uso della violenza debba essere condannato, chiedendo la chiusura del centro sociale.

Elena Chiorino, vicepresidente della regione Piemonte, ha caratterizzato i membri di Askatasuna come criminali irrimediabili pur riconoscendo la necessità di rispettare il processo giudiziario.

Augusta Montaruli di Fratelli d'Italia ha dichiarato che coloro che minacciano l'ordine pubblico attraverso la violenza non possono essere considerati interlocutori legittimi dello Stato o delle amministrazioni locali.
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